La Nuova Chiesa - Cappella

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Questa Cappella, detta anche "dell'Eucarestia", è situata lateralmente alla Sacrestia ed all'Aula Liturgica e costituisce un momento di grande tensione spirituale, che porta l'uomo a Dio attraverso il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo.
«Della virtù della religione, l'adorazione è l'atto principale. Adorare Dio è riconoscerlo come Dio. Come il Creatore e il Salvatore, il Signore e il Padrone di tutto ciò che esiste, l'Amore infinito e misericordioso. "Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai" (Le 4,8), dice Gesù, citando il Deuteronomio» (n. 2628 Catechismo della Chiesa Cattolica).

«E' oltre modo conveniente che Cristo abbia voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica. Poiché stava per lasciare i suoi sotto il suo aspetto visibile, ha voluto donarci la sua presenza sacramentale, poiché stava per offrirsi sulla croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale dell'amore con il quale ci ha amati "sino alla fine", fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica, infatti, egli rimane misteriosamente in mezzo a noi e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore» (n. 1380 CCC).

«Che in questo Sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo "non si può apprendere coi sensi, dice san Tommaso, ma con la sola fede, la quale si appoggia all'autorità di Dio"» (n. 1381 CCC).

Il Tabernacolo, una stele ottagonale a linea conica che poggia su un basamento marmoreo rea

lizzata in pietra lavica dell'Etna, è alto tre metri ed è stato istoriato dallo scultore Floriano Bodini e impreziosito e da dodici formelle in argento sbalzate a mano dall'artista: qui la Cappella trova il luogo dove il sacro si manifesta all'uomo.

«II tabernacolo nelle chiese deve essere situato "in luogo distintissimo col massimo onore". "La nobiltà, la disposizione e la sicurezza" del tabernacolo eucaristico devono favorire l'adorazione del Signore realmente presente nel santissimo Sacramento dell'altare» (n. 1183 CCC).

 

  

Dall'Epistolario - Spiritualità di San Pio

La speranza, forza dell'anima

Nella scuola di Gesù ho imparato essere il silenzio e la speranza la forza dell'anima. (Ep.I, p.650)
Non pensate a ciò che succederà domani, perché il medesimo Padre celeste che oggi ha cura di voi, l'istesso pensiero avrà domani e sempre. (Ep.III, p.726)
Si soffre, ma ho la certezza che in mezzo alle sofferenze e al buio pesto, in cui è immerso continuamente il mio spirito, non mi viene meno la speranza. (Ep.I, p.918)
Non è giammai accaduto che un'anima che esperimenta in se stessa la debolezza e che ha ricorso a Dio per aiuto sia caduta. (Ep.III, p.70)
Non vi spaventate... Rallegratevi perché quando meno ve l'aspettate il Signore farà risplendere nelle tenebre la luce. (Ep.II, p.292)

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(10 Agosto) Al Centenario di Sacerdozio di San Pio mancano....

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Figli Spirituali di San Pio

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